La solitudine

La solitudine

Tanto il tempo per meditare in questi giorni di Lockdown, in questo anno sbilenco.

Proprio tanto.

Fa riflettere la parola solitudine, fa riflettere a lungo

Solo era Francesco sul sagrato di San Pietro il venerdì Santo. Solo all’apparenza: nel mondo milioni si univano alle sue preghiere.

Solo era l’anziano nella sua abitazione senza conforto di presenza, ma la sua mente era affollata di ricordi e di presenza non fisica e temporale, ma sparsa un po’ ovunque: figli, parenti, amici in altri luoghi.

Solo è stato chi pure in mezzo a tante persone si è sentito solo nell’anima e nel cuore.

Forse la solitudine è questa: sentirsi soli anche quando si è in compagnia.

Non siamo mai soli quando il nostro cuore è affollato delle bellezze della vita e la nostra mente è colma dell’affetto che abbiamo donato e che riusciamo ancora ad elargire.

Non sentiamoci soli e non diciamo di essere soli se siamo costretti a stare da soli, da soli ‘soli’ o con un compagno o una compagna. Facciamo in modo che nel cuore e nella mente ritorni tutto il bello della vita e se dovesse affacciarsi la brutta solitudine usciamo,sicuramente troveremo qualcuno che davvero è solo e che ha bisogno di noi.

Natale

In genere, la vigilia di Natale nella mia casa c’è un gran fermento. Si uniscono cuore e tradizioni. Tutta la mia famiglia e tutta la famiglia di mio marito, dai fratelli ai nipoti vengono a festeggiare qui, dove il presepe unisce tutti perché fa tornare tutti bambini, i piccoli fantasticano e immaginano di percorrere strade, paesi, di avventurarsi per mare. I grandi rivivono le loro fantasie da bambini. E attorno a questo grande presepe ci riuniamo per il nostro canto di Natale e deporre il Bambinello nella capanna. È una tradizione, che si ripete da quasi cinquant’anni. Nelle mie mani lavorano le mani di mia madre, di mia nonna e nel mio cuore passa il filo dell’affetto che lega tutti. Questo è un Natale diverso, una sola delle mie figlie vicino a noi e la sua famigliola. Una figlia e la sua famigliola lontana. Questo per Lorenzo sarà il primo Natale senza i nonni, gli zii e la cuginetta, e tutta la famiglia estesa. Ma dobbiamo ringraziare sempre il cielo perché , in fondo, stiamo bene, e dobbiamo tenere duro ancora fino a quando questa pandemia non finirà, rispettando le regole.

Dobbiamo nutrire un altro rispetto, oltre alle regole: troppe vittime, un Natale sobrio è d’obbligo perché tante famiglie versano nel dolore per la perdita dei loro cari.

Preparare le delizie della nostra cucina tradizionale rende più sopportabile l’atmosfera pesante, ma sarebbe bello che non ci fossero fuochi d’artificio proprio per il grande rispetto che dobbiamo avere…e anche questo è solidarietà

La Vigilia di Natale

…Mattia indosso e pesante cappotto nero e si diresse verso la marina… Riva al mare sono lo svitato davanti un furgone spostava i sassi con un bastone. Mentre il cane e il suo cane andava ramingo. In fondo tanta gente animava l’arrivo dei barconi da pesca.

“ Come mai c’è tanta gente stamane alla marina“ chiese Mattia allo Svitato.

“E a Vigilia ‘e Natale, non vu ricordati?“

… brano tratto da: “uno strano caso di morte a porta di mare“ romanzo, Maria Luisa Caputo

Natale

Il 2020 ha segnato la nostra esistenza. Abbiamo perso affetti, abbiamo perso l’entusiasmo della progettazione, abbiamo perso piccoli o grandi incontri per i compleanni, le lauree, per le nascite .Siamo stati e siamo costretti a non abbracciare i nostri grandi amori e ne siamo stati tenuti lontani! Moltissimi hanno perso il lavoro.

Ora si avvicina la festa più bella dell’anno. Noi europei, e soprattutto i meridionali di Europa, gli italiani, ci teniamo molto a questa festa dolcissima e ci intristisce molto Il pensiero di non poterla trascorrere in completezza delle nostre famiglie. Ma tutto questo passerà, dovrà passare se crediamo nella scienza e se ci comportiamo da persone civili…

Ci sono nella vita di tutti dei punti fermi, delle stelle fisse Che non ci fanno perdere la rotta del cammino della speranza: i sentimenti che portiamo nel cuore e ricordi, anche se nascosti negli angoli più reconditi della mente.


Natale


Non ho nostalgia del mio Natale
da bambina

Natale
amaro
di intenso profumo
di mandorle amare
ferrate in zucchero scuro

Scuro
in dolcissimi pani alle noci
e all’uva appassita e rinvigorita
nel mosto denso

Afrodisiaco
di spezie
di cannella
di chiodi di garofano

Caldo
di vapori densi di verdure stufate
di fritti croccanti
di fiati appiccicati ai vetri

Argenteo
di nomadi banchi di mercati ambulanti
colmi di nomadi, e oramai stanziali,
anguille guizzanti e di preziosi
e umili frutti di mare

Profumato di muschio e di sughero
un Natale lieto
di canti, di nenie,
di saltellanti fiammelle di ceri

Non ho nostalgia di questo Natale
perché è custodito
nella mia mente di adulta
nelle mie mani di donna
nell’angolo più intimo
del mio cuore


Maria Luisa Caputo
Lirica composta in Roma 23 dicembre 2001, a casa, mentre preparo “il Dolce Medioevale”,

Particolare del mio presepe napoletano ed 2020: Alba alla Marina.

853

853

Non leggete questo blog se siete negazionisti e tanto meno se sminuite la pandemia, se pensate solo al guadagno.

Mi sento a disagio, mi sento triste. 853 italiani deceduti oggi, 24 novembre a un mese esatto dal Natale.

853 vittime: una strage, una vera catastrofe, un attentato.

Si, se per cause altre avessimo perso 853 connazionali avremmo vissuto in mestizia e paura. Sarebbe stato proclamato il lutto nazionale.

Oggi ,24 novembre, 853 è ‘ il numero dei decessi’ , come 23232 è ‘il numero dei contagiati’ come se tutto si concluda con un’elencazione.

Ci siamo abituati alla morte?Si perché è morte d’altri, non ci appartiene. Però oggi 853 famiglie piangono i loro cari scomparsi in uno dei modi peggiori.

E si canta e si pensa alle sciate, magari qualcuno pensa al veglione di capodanno.

Dovremmo vergognarci.

Desiderare di trascorrere Natale con i propri cari è lecito, lo è stato anche in tempo di guerra, come mi raccontava mia madre, ma vagheggiare vacanze e veglioni è da scellerati e da gente senza riguardo.

Davvero manchiamo così tanto di rispetto e di Umanita’ ?

Preghiera

Preghiera

Padre del Cielo e delle Stelle
del Buio e della Luce
dei Colori e del Vento
del Mare e delle Terre tutte
ascolta il canto del mio cuore

Non lasciare che si sperda
come eco nelle valli
Accoglilo nelle mani
come petali di primavera

Che le parole mie fragili
e semplici risuonino
al cospetto di tanta Tua Maestà
Non mi lasciare sola

E se mai perdessi
la maestra Via
mandami l ‘Orsa
a lume fare
nella notte del cuore

©maria luisa caputo, all rights reserved